Risposta alla mail ricevuta il 12/05/2010

 

Gent.ma Aurora, cara concittadina,

come vede Le abbiamo risposto subito.

Prima di addentrarci, però, nelle Sue profonde riflessioni per cercare di dare risposte ai quesiti che a quanto pare La sconvolgono, ci vorrà perdonare se vogliamo ricordare quello che siamo: una associazione politica che opera esclusivamente nel territorio di Muggiò. Il nostro intento, sin dalla nascita,  è stato quello di adoperarci per il solo bene della nostra città. Abbiamo cercato di trovare una collocazione che potesse ideologicamente raggruppare le esigenze di tutti;  a prescindere dagli schieramenti politici.

Abbiamo improntato il nostro “fare politica” perché vogliamo che i cittadini tornino protagonisti della politica stessa e soprattutto di avvicinare i giovani ai temi della convivenza, delle regole e della aggregazione; per questo ci siamo impegnati nella ricerca di nuove e stimolanti iniziative da proporre a quest’ultimi.

In altre parole: siamo un gruppo di persone che cercano con il proprio impegno, fatto di tempo ritagliato alla famiglia, al lavoro, ecc… , anche attraverso l’organizzazione di momenti di aggregazione come questo, di veicolare i valori dell’associazione realizzando gli obiettivi del programma (mettere al centro la Persona, in questo caso il Giovane, che necessita di spazi di espressione, così come a Natale fu la volta del bambino), creando al contempo condizioni tali per cui le iniziative, come Lei e soprattutto noi ci auspichiamo, possano ripetersi nella loro componente principale (in questo caso la rock contest) e cercando da ultimo, ma non per ultimo, di sfruttare questi eventi per raccogliere risorse finanziarie da destinarsi ai nostri concittadini meno fortunati, verso i quali ci sentiamo obbligati da un vincolo di solidarietà.

Se non fossimo quello che siamo e se non ci fossimo dati (Art. 10 dello Statuto) come metodo di lavoro la:  

-ricerca dell’ascolto

-ricerca del dialogo

-ricerca della condivisione di obiettivi e decisioni

saremmo portati a pensare di essere di fronte ad una lettera di pura provocazione politica. Questo alla luce di qualche evidente forzatura (perché dice che abbiamo deciso di pubblicizzare “marcatamente” la dimostrazione di soft air a discapito della rock contest quando in realtà il manifesto è per tre quarti occupato da un palco dove si esibisce una band dal vivo?)  e di una eccessiva enfasi posta su quello che è solo un momento della giornata facente parte di una più ampia manifestazione (tutta la storia che Lei ci propina del Vietnam e dei Vietcong, o Vietmihn).

Ma siamo quello che siamo, e quindi vogliamo sforzarci di raccogliere questa sua missiva come una critica costruttiva, un’insieme di osservazioni, forse scomode, ma che ci obblighino a riflettere e migliorare.

Ebbene, nonostante gli sforzi, non siamo riusciti ad immaginare un modo diverso ed alternativo di organizzare le nostre manifestazioni se non quello di dare spazio, come dice Lei, a tutti i contributi possibili, ovviamente non contrari all’etica ed ai valori della Lista, tenendo conto delle nostre scarse finanze, delle opportunità offerte dal territorio cittadino e della finalità benefica, il cui raggiungimento crediamo possa valere il rischio (sinceramente non preventivato ne calcolato) di suscitare lamentele e critiche di chi sta a guardare giudicando il nostro operato.

Nell’approcciarci a questo mondo, per alcuni di noi del tutto nuovo, ci siamo scoperti persone semplici, a volte ai limiti dell’ingenuità, soprattutto politica, ma concrete. Non siamo un partito politico nazionale che gode di finanziamenti pubblici, Lei non ha idea dello sforzo che abbiamo dovuto sostenere, sia in termini organizzativi, che, soprattutto, in quelli economici. Essendo una associazione politica non abbiamo, a differenza di tutte le altre associazioni operanti nel nostro territorio, contributi da parte di nessuno. Però, per amore di quello che facciamo, e per lo scopo politico che ci siamo prefissati, abbiamo messo mano ai nostri portafogli e ci siamo adoperati perché i nostri giovani abbiamo un momento a loro dedicato; un momento di aggregazione giovanile, e non solo!

Semplici, come i bambini che ingenuamente da secoli giocano alla guerra con le spade di legno o con i moderni videogames,  e che ignorano le tragedie umane che la retorica dei libri nasconde, abbiamo pensato che rifiutare l’apporto offertoci, su base volontaria del LRRP Team Z, sarebbe stato in primis discriminatorio verso questo gruppo di appassionati, di concittadini onesti e laboriosi, e poi incoerenti con i nostri obiettivi. Concreti come dobbiamo essere abbiamo pensato che ci saremmo inoltre privati di un momento pomeridiano che avrebbe potuto funzionare da attrazione per soddisfare la curiosità di ragazzini e, perché no, di adulti e anziani, che, nell’attesa dell’esibizione delle band, avrebbero potuto gustarsi qualche salamella (ricorda la finalità benefica??).

A differenza di quanto da Lei asseverato, il Softair o Soft Air (in altri paesi Airsoft o Air Soft), conosciuto anche con il nome di Tiro Tattico Sportivo, è uno sport di squadra promosso dall’AICS (Associazione Italiana Centri Sportivi) e dall’ASNWG (Associazione Sportiva Nazionale War Games) a loro volta riconosciute dal C.O.N.I. 

Nel documentarci sulla  natura di questo sport, abbiamo letto pareri autorevoli di medici. Tra questi Diego Polani, presidente della SPOPSAM (Società Professionale Operatori in Psicologia dello Sport e delle Attività Motorie), il quale ha dichiarato:

 "Ci sono discipline più diseducative del giocare alle tattiche militari, come il calcio. Per tutti dovrebbe valere il motto 'Io vinco, tu vinci'. Si è leader di se stessi combattendo insieme. "non è violento, anche se molti potrebbero restare affascinati dalla vita dei marines. Vanno tanto di moda le guerre del Golfo! Ma credo fermamente a quelli che, praticandolo, dicono che il messaggio che deve passare è quello dello stare insieme, inventando strategie per scoprire se stessi e gli altri. È un'attività sportiva come un'altra". Perché essere fanatici può riguardare qualunque disciplina”

Francamente noi crediamo che Lei ci sopravvaluti, attribuendoci la capacità di nascondere attraverso l’organizzazione di questo evento un messaggio subliminale che inciti e propagandi la violenza (non si sa con quale scopo …), e al contempo si sopravvaluti, credendo, dall’altro delle sue nozioni storiche, di essere la depositaria di una verità storica che ci avrebbe imbarazzato rappresentando in questo una ampia fetta della cittadinanza. Con la dietrologia non si va da nessuna parte.

La realtà è un’altra, ci creda, e l’ha capito anche Lei nella Sua lettera: siamo fieri di aver ideato questo spazio dedicato ai giovani che vogliono esprimersi con la musica e, dati i mezzi di cui disponiamo e le finalità che ci siamo dati, per noi è importante e bene accetto qualsiasi aiuto concreto rivolto al successo dell’iniziativa.

Permetta a questo punto a noi di porLe delle domande:

  1. A) perché accosta la presunta dimensione violenta (Lei si è fatta un film che non abbiamo ancora visto… aspetti il 23 maggio sennò ci toglie il gusto della sorpresa!) al carattere politico della nostra Lista? Perché forse le Liste Civiche sono famose per aver fatto lotta politica armata? O Lei sa che qualche membro della nostra Lista ha trascorsi da terrorista?

    B)  Perché il manifesto della nostra iniziativa è occupato per tre quarti da temi attinenti il festival e la musica e lei per tre quarti di mail parla di Vietnam?

    C) Perché tra le righe della sua missiva , Lei denigra un’attività e delle persone che sino ad ora non mi risulta abbiano mai fatto male a nessuno?

    D)  Perché sembra quasi congratularsi della sconfitta americana in Vietnam, come se tra le vittime di quella guerra non ci fosse stata una intera generazione di giovani americani mandata a combattere per motivi che forse neanche conoscevano?

Gradiremmo infine sapere, magari prima dell’esibizione, perché le più eclatanti e impietose critiche sull’operato della Lista Civica vengono sempre da persone che di cognome fanno come il suo. Comunque sia, e se può farLe piacere, La invitiamo a future collaborazioni con il nostro gruppo, perché solo dalle persone volonterose e motivate, si può dare e fare qualche cosa in più per tutta la nostra comunità. 

Chiudiamo con una citazione che vorremmo fare nostra e invitandoLa a future collaborazioni con il nostro gruppo, perché solo dalle persone volonterose e motivate, si può fare qualche cosa in più per tutta la comunità :  

 << "Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna agli insegnanti, e chi non sa insegnare agli insegnanti fa politica" …. il significato di questa frase non è che gli incompetenti hanno un posto in prima fila, ma non c’è niente di più duro e ingiusto della realtà umana: gli uomini vivono in un mondo dove sono le parole e non le azioni ad avere il potere, dove la massima competenza è il controllo del linguaggio (Tratto da M. Barbery, "L'eleganza del riccio") >>

 

Cordialmente,
 

Per il Direttivo di “brianza2009”

Il Presidente

Fabio Distani